Concorso nazionale di musica Allegro Molto®
Città di Mozzate SECONDA EDIZIONE dal 23 maggio al 14 giugno 2026
STAMPA EDIZIONE 2025
Davide Antonio Rizzo
Pianista · Compositore · Direttore d’orchestra · Didatta
Gli inizi. Dove tutto comincia
Sono nato il 4 luglio 1979. A sette anni ho posato per la prima volta le mani sulla tastiera di un pianoforte e ho sentito subito la necessità di inventare la mia musica. Non sapevo che quella fosse una vocazione, sapevo soltanto che la musica non mi bastava ascoltarla o suonarla ma dovevo crearla. Quelle composizioni giovanili le conservo ancora e le rileggo ogni tanto. Ciò che più mi colpisce, ogni volta, non è la scrittura – acerba, naturalmente – ma l’ideale che già abitava in quegli anni, ovvero, la convinzione che la musica fosse il modo più spontaneo e vero che avessi per stare al mondo. Non è stata una scoperta, bensì un riconoscimento, ovvero, ritrovare una lingua che conoscevo da sempre senza saperlo. Da quel momento non ho mai smesso di cercare il modo di metterla al centro della mia vita.
Il Conservatorio. La formazione
Dopo gli studi preliminari con il M° P. Pianigiani, sono entrato al conservatorio di Musica “Guido Cantelli” di Novara. Ho studiato pianoforte con il M° E. Borri e composizione con il M° F. Balliana. Ho concluso i miei studi pianistici con il massimo dei voti e sostenuto l’esame del diploma sperimentale. Sono stati gli anni più significativi della mia vita. Il pianoforte mi insegnava il dialogo con la pagina, la composizione mi faceva entrare in quella pagina: il tessuto orchestrale, l’architettura delle voci, il modo in cui i le note si cercano e si rispondono. Non ero più soltanto un mero esecutore e cominciavo a pensare la musica come creatore. Tutto quello che in seguito è venuto, si è costruito su quel doppio sguardo.
Il perfezionamento
Dopo il conservatorio, ho frequentato l’accademia internazionale della musica di Milano, dove ho completato il biennio di composizione con il M° C. Pessina e il biennio di direzione d’orchestra con il M° E. Pomarico. La composizione tornava a essere una possibilità concreta mentre la direzione si rivelò l’estensione naturale del mio modo di pensare la musica in termini architettonici e collettivi. Nel settembre 2006 e nel settembre 2007 ho partecipato alle master class del Trio Albatros Ensemble a Mortara, perfezionandomi nella musica da camera. Ho in seguito approfondito la direzione d’orchestra con il Maestro Y. Sugiyama. Sono stati anche anni di intensa attività concertistica. Ho suonato nel Trio Alchimia, nel Trio Ibert, nel Quintetto Martucci, nel Trio Kàren. Ricordi e Messaggerie Musicali mi hanno invitato a tenere concerti di musica da camera in diretta radiofonica. Sono risultato vincitore di concorsi nazionali e di esecuzione pianistica e di composizione e mi sono state conferite diverse borse di studio da associazioni musicali e dallo Stato italiano.
L’orchestra. Costruire l’impossibile
Nel 2004, a venticinque anni, ho fondato l’orchestra sinfonica “Andrea Luchesi”. Non avevo alle spalle un’istituzione e non disponevo di finanziamenti, ma avevo la visione e la determinazione di chi sa che il momento giusto non arriverà mai da solo, poiché bisogna crearselo. Da quella esperienza è nata in seguito l’orchestra “Filarmonica dell’Insubria”, nel cui organico vi sono stati musicisti provenienti dalla filarmonica della Scala, dalla filarmonica del teatro “La Fenice” di Venezia, dall’orchestra del teatro Regio di Torino, dall’orchestra sinfonica della RAI. Mi sono state affidate prime esecuzioni assolute di grande rilievo: prima fra tutte il bellissimo Miserere per soli, coro e orchestra di A. Luchesi, di cui ho curato personalmente la revisione e la trascrizione dai manoscritti originali. Ho diretto anche la prima esecuzione mondiale del Doppio Concerto del compositore contemporaneo Mario Milani. Undici anni intensi di direzione, concerti, trascrizioni e di lavoro quotidiano per tenere vivo un progetto in cui credevo profondamente.
La ricerca del passato. Il dialogo con i secoli perduti
C’è una parte del mio lavoro che si svolge nel silenzio. Nessun palcoscenico, nessun applauso, solo io, i manoscritti e il tempo. Per molti anni ho collaborato con il dott. G. Taboga per la divulgazione dell’opera di Andrea Luchesi, il compositore di Motta di Livenza la cui figura - a prescindere dalla sua biografia e dalle tesi musicologiche divergenti - resta ancora oggi ingiustamente nell’ombra, nonostante la sua produzione musicale sia di grande valore artistico. I miei studi sui compositori italiani del settecento e dell’ottocento stanno contribuendo alla riscoperta di grandi pagine di musica strumentale e al tal fine realizzo da anni articoli e trascrizioni in notazione moderna di composizioni cadute nell’oblio. Lo scopo ultimo di tanto studio è la redazione di un volume dedicato alla storia della musica strumentale dell’ottocento italiano. Tengo regolarmente conferenze, tavole rotonde, lezioni-concerto e incontri d’ascolto, perché sono convinto che la comprensione profonda della musica non debba restare un privilegio per pochi. Sono uno studioso appassionato della percezione uditiva e delle neuroscienze applicate alla musica e sono stato relatore a un convegno medico sull’orecchio assoluto e i disturbi dell’udito.
Allegro Molto. L’opera di una vita
Sono stato presidente e direttore artistico dell’Associazione musicale Passacaglia: anni di programmazione artistica, organizzazione di eventi e di apprendimento sul campo di ciò che significa portare la musica dove altrimenti non arriverebbe. Oggi sono il direttore dell’accademia musicale “Giuseppe Martucci” di Mozzate e presidente del centro studi Allegro Molto. Sono due realtà che porto avanti con tutto me stesso, anche se il mondo che ruota attorno alla filosofia di Allegro Molto è ciò a cui ho dedicato più energie, più tempo, più amore. Ho costruito il mio ideale di accademia e di centro studi partendo da zero, con le mie mani, in un posto che il mondo aveva dimenticato. La storia di come è nato questo luogo la troverete in queste pagine, qui dirò soltanto che è stato l’atto più generoso e più faticoso di una vita intera e che non cambierei - nonostante la grande fatica - una sola delle notti trascorse in quel cantiere. Allegro Molto è un luogo dove la musica non viene soltanto insegnata. E’ un luogo in cui l’arte, la cultura, la musica, viene vissuta, respirata, celebrata.
I bambini. L’asse portante della mia vita
Il filo che attraversa tutta la mia esistenza e le conferisce un senso unitario, è l’insegnamento. I bambini sono l’asse portante della mia vita. Da loro ho imparato il mio mestiere ed ogni giorno mi insegnano a vivere. Il mio percorso didattico è cominciato molto presto e non si è mai interrotto. Oltre vent’anni di scuole, classi, progetti. Numerosi miei allievi hanno vinto primi premi assoluti in concorsi nazionali di esecuzione pianistica e superato con grande profitto gli esami di stato. Ma è nel canto corale, però, che la dimensione più profonda del mio essere maestro raggiunge il suo vertice. Ho fondato e diretto il coro di voci bianche “Little Bees Choir” - ora divenuto “Gianni Rodari” - per tre volte primo vincitore assoluto con lode al concorso nazionale città di Tradate. Con le piccole api abbiamo realizzato moltissimi concerti, diversi dei quali accompagnati dall’orchestra sinfonica. Nel 2015, sei compagini corali da me preparate e presentate separatamente al concorso nazionale città di Tradate, hanno tutte conseguito il primo premio assoluto. Sei cori, sei primi premi. Resta uno dei momenti che custodisco con più orgoglio. Grazie ai miei bambini, da diversi anni sono in cantiere un nuovo metodo per l’insegnamento della musica nella scuola primaria, una serie di composizioni vocali e strumentali per i più piccoli, un metodo per lo studio del pianoforte ed uno per l’ascolto della musica. Nascono dall’esperienza viva dell’aula e dal confronto quotidiano con i bambini che scoprono ad ogni lezione quanto sia potente il potere della musica.
Il palcoscenico e il microfono. Oltre il concerto
Il mio modo di concepire l’arte non si esaurisce nella sala da concerto e nell’aula scolastica. In passato ho collaborato in ambito teatrale come pianista con gli attori Mavi Felli ed Edoardo Siravo in occasione del Festival “Vivere” sul Lago di Como, portando la musica in dialogo diretto con la parola e la scena. Su commissione della RAI ho suonato in trio al teatro Filodrammatici di Milano per uno spettacolo dell’attrice Gabriella Poliziano. Ho ideato, condotto e realizzato la trasmissione radiofonica “La stanza della Musica" per l’emittente RMF: un progetto di divulgazione musicale fatto con ironia e leggerezza ma con la profondità di uno studio attento su tematiche relative ai compositori sconosciuti e ingiustamente bistrattati dal repertorio.
La visione. Chi sono
Prima di tutto, sono un pianista. È al pianoforte che torno sempre, dopo aver studiato una partitura, dopo aver passato la notte a trascrivere un manoscritto, dopo una giornata trascorsa a ridere con i bambini. È lì che il pensiero si fa suono e il suono si fa verità. Tutto ciò che ho costruito nella vita – le orchestre, l’accademia, i cori, la ricerca, l’insegnamento – è nato da quel dialogo antico e inesauribile fra le mie mani e la tastiera. Ho dato tutto a ciò che ho costruito: tempo, energia, risorse e non perché fosse un investimento calcolato, ma perché non saprei fare altrimenti. La musica, per me, non è mai stata un prodotto, bensì un dono che chiede di essere restituito. Mi ritengo un umile artigiano della musica, un servitore. Continuo a provare commozione di fronte a un passaggio pianistico di Beethoven, di Chopin. Continuo a spendere infinite ore nella cura di un dettaglio che forse nessuno noterà mai. E continuo a custodire dentro di me il bambino che ero a sette anni, con la stessa fame di bellezza e la stessa ostinata certezza che la musica possa cambiare la vita delle persone. Credo nella bellezza come pratica quotidiana e che il valore di ciò che facciamo non si misuri in ciò che riceviamo, ma in ciò che diamo. Il mio percorso non è terminato. Continua ogni giorno, ogni sera, ogni volta che le mani tornano sulla tastiera.
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Direzione aritistica: M° Davide Antonio Rizzo
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